42.195, la distanza di maratona

La gara di maratona delle prime Olimpiadi, aveva per i greci un grandissimo valore. L’origine di questa disciplina risale alla leggenda di Filippide, un ateniese che corse tutta la distanza da Maratona ad Atene, per annunciare la vittoria ateniese sui Persiani della omonima Battaglia del 490 a.C.. Al termine della sua fatica morì stremato, subito dopo aver pronunciato la frase “Νενικήκαμεν” (“abbiamo vinto”).

La maratona olimpica di Londra del 1908, doveva originariamente partire dal Castello di Windsor e finire allo Stadio Olimpico, con un percorso di 41,843 chilometri a cui gli organizzatori aggiunsero circa 352 metri, in modo da porre la linea di arrivo davanti al palco reale. La distanza risultante fu in tal modo di 42,195 chilometri; tale distanza, dopo le successive edizioni venne ufficialmente adottata nel 1921 dalla Federazione Mondiale di Atletica e divenne ufficiale a partire dai successivi Giochi Olimpici di Parigi del 1924.

L’idea di abbinare ad una birra la cifra 42,195 nasce dal riconoscimento di una atleta siciliana, che rappresenta nel migliore dei modi il concetto di maratona. Questo inteso come figura di fatica per il raggiungimento di un obiettivo con il massimo rispetto delle regole e degli avversari, nonché dell’intesa fra lo sport e l’attività sociale.